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giovedì 9 febbraio 2012
Acerrima nemica del gentil sesso, la cellulite è uno di quei problemi che affligge e deprime circa 14 milioni di italiane, con un'età varia che va dai 15 ai 60 anni.
Si tratta dell'ultima frontiera nel campo dei trattamenti anticellulite che sfrutta gli ultrasuoni per ridurre i centimetri di troppo che si formano in determinate aree.
La microterapia è lo step successivo della mesoterapia.
Anche in questo caso si tratta di iniezioni di un mix di gas (ossigeno-ozono) che ha lo scopo di allontanare i liquidi interstiziali ristagnanti, sciogliere i grassi e facilitare una migliore circolazione.
Si tratta di un trattamento che implica tre fasi.
La laserlipolisi è un trattamento che va preso in considerazione solo da chi mostra cellulite al terzo stadio, ovvero la cellulite nodulosa, e che può essere applicato solo dopo vari accertamenti fatti dallo specialista.
Si tratta di microiniezioni di anidride carbonica nel derma e nell'ipoderma al fine di sciogliere gli accumuli di grasso.
martedì 7 febbraio 2012
LINFODRENAGGIO
Un massaggio per vincere la cellulite
Questo accumulo di grasso comprime i vasi linfatici che, perciò, non sono più in grado di trasportare le linfa e anche i capillari diventano più fragili.
Dal momento che i disturbi al metabolismo sono provocati anche da vita sedentaria e cattive abitudini alimentari, è opportuno intervenire sui più fronti per debellare la cellulite. Quest'ultima comunque non viene considerata un fenomeno patologico, solitamente si limita ad un problema di armonia estetica, a meno che venga sottovalutata e non trattata adeguatamente.
Il rischio, in caso di cellulite "allo stadio avanzato" è quello di disturbi al sistema circolatorio, per evitarlo è fondamentale una pratica regolare dell'attività sportiva e una semplice ed equilibrata alimentazione. Lo sport riattiva la circolazione e stimola il metabolismo, una sana alimentazione riduce i depositi di grasso e migliora gli scambi idrici. Accanto a questi due aspetti è consigliabile, poi, utilizzare la tecnica del drenaggio linfatico manuale.
Il drenaggio linfatico manuale Il drenaggio svolge un ruolo fondamentale nel trattamento della cellulite: in pratica sposta il liquido - che di solito si trova nella pelle o tra questa e i muscoli - dalla zona dove si è accumulato verso un' "uscita" attraverso i vasi linfatici. L'obiettivo del drenaggio è quello di aiutare l'eliminazione del liquido interstiziale e della linfa, ma anche di rilassare le fibre muscolari.
I movimenti devono essere delicati, lenti e vanno ripetuti più volte. Non si devono utilizzare olii o creme, o prodotti di bellezza: è, infatti, indispensabile una buona aderenza della mano del massaggiatore alla zona da manipolare per spingere nel modo migliore la pelle e il liquido accumulato sotto di essa. La pressione esercitata deve essere più leggera di quella utilizzata nel massaggio e questo consente di facilitare il drenaggio della linfa, senza aumentare le filtrazioni di liquido ai tessuti nei capillari sanguigni. Le pressioni devono essere lunghe e lente e alternate a fasi di rilassamento. Il drenaggio deve essere, però, considerata una tecnica complementare e seguire, ad esempio, un massaggio corporeo o l'attività fisica.
La posizione consigliata è quella seduta, ben appoggiati sulla schiena. Dopo aver circondato con le mani una parte della coscia, si procede con lievi spinte della pelle verso l'alto ripetute molte volte, sempre alternate a fasi di rilassamento. Per evitare di arrossare la pelle è opportuno non ricorrere alla tecnica della frizione. Il drenaggio linfatico manuale, oltrechè combattere la cellulite, contribuisce a calmare il dolore della zona in trattamento e rilassa i muscoli tesi.
http://www.ebay.it/itm/LETTINO-MASSAGGIO-IN-LEGNO-ESTETISTA-CENTRO-BENESSERE-BELLEZZA-TRATTAMENTI-SPA-/150643738433?pt=Massaggio&hash=item2313110741
lunedì 6 febbraio 2012
Il massaggio ayurveda
Il massaggio ayurvedico riconosce ogni persona secondo il suo Dosha ovvero secondo la sua struttura: Vata, Pitta o Kapha. Molti hanno una struttura intermedia rispetto a queste tre categorie: all'interno delle classi di base si sviluppano tutti gli squilibri possibili. A seconda del Dosha in squilibrio viene applicata una particolare serie di massaggi accompagnata da specifici oli poiché sono responsabili delle molteplici attività del corpo e della mente. Il primo dosha VATA governa le attività del sistema nervoso, composto da spazio (akasha) e aria (vayu), è il principio del movimento, legato a tutto ciò che è movimento nel corpo (sistema nervoso, respirazione, circolazione sanguigna..). Le sue qualità sono: freddezza, secchezza, leggerezza, sottigliezza, mobilità, nitidezza, durezza, ruvidezza e fluidità. La sua sede principale è il colon .
Il secondo dosha PITTA governa le funzioni digestive e metaboliche, composto da fuoco (tejas) e acqua (jala), è il dosha legato alla trasformazione, alla digestione intesa sia a livello fisico (stomaco, fuoco digestivo) che mentale (elaborazione delle emozioni). Le sue qualità sono: caldo, untuoso, leggerezza, sottigliezza, mobilità, nitidezza, morbidezza, levigatezza, chiarezza e fluidità. La sua sede principale è l'intestino tenue . Il terzo dosha KAPHA è responsabile delle funzioni del sistema immunitario e del mantenimento dell’integrità del corpo, composto da acqua (jala) e terra (prithvi), è il dosha legato alla coesione, al tener unito, è proprio dei fluidi corporei, lubrifica e mantiene il corpo solido ed uniforme. Le sue qualità sono: freddezza, umidità, pesantezza, grossolanità, stabilità, opacità, morbidezza, levigatezza e densità
Nel massaggio Ayurveda, per favorire la distensione ed il rilassamento, indispensabili per lavorare sul corpo, non potranno mancare, durante un trattamento:
• un ambiente calmo e tranquillo, adeguatamente riscaldato ed illuminato da una luce tenue;
• la diffusione di incensi ed essenze profumate;
• musiche rilassanti e mantra indiani che sono parole antiche considerate sacre e che corrispondono a suoni che producono effetti distensivi sulla mente.
I benefici di questo massaggio sono:
• attivazione della circolazione sanguigna e linfatica, con un più facile nutrimento di tutti i tessuti;
• azione benefica sulla colonna vertebrale;
• effetti tonici sui muscoli;
• conseguenze positive sullo stato psicologico della persona;
• riequilibrio dei livelli ormonali;
• miglioramento dell’interscambio dei fluidi corporei con una più semplice eliminazione delle tossine;
• azioni positive su insonnia, emicrania, stanchezza e digestione;
• efficace nelle slogature, contratture, distorsioni, tendiniti, stiramenti muscolari, edemi degli arti e crampi;
• aiuta per il mal di schiena e per la circolazione.
Il massaggio ayurvedico è controindicato quando un dolore o un’infiammazione è in fase acuta.
Se si soffre di ipertensione, flebiti o problemi di cuore il massaggio potrebbe essere indicato, ma è meglio prima consultare il medico.
Il Massaggio Ayurveda
L’Ayurveda è una scienza antichissima originaria dell’India che ha i suoi fondamenti nelle scritture sacre dell’Induismo ed opera attraverso una concezione olistica di mente, corpo e spirito.
L’Ayurveda ricorda all’uomo che il fine ultimo della vita è la vera libertà dalla dipendenza dal mondo esterno.
Non si tratta solamente di un massaggio che tonifica i muscoli o che favorisce il drenaggio della linfa ma è anche una pratica capace di trasformare le energie compresse e di permettere al corpo sia fisico che energetico di rigenerarsi e di ritrovare integrità e spiritualità.
Attualmente, viene proposta tra le metodologie “non convenzionali” per il mantenimento della salute dando grande risalto alle sue capacità di prevenzione attraverso tecniche di purificazione ed eliminazione delle tossine (panchakarma), indicazioni di routine giornaliera e stagionale, l’uso di preparati erboristici realizzati secondo le antiche ricette ayurvediche, attraverso la pratica del massaggio ayurvedico eseguito su tutto il corpo con oli vegetali e delle altre tecniche di trattamento del corpo con oli, erbe e polveri.
In Ayurveda viene sottolineata l’importanza del benessere psicologico ed emozionale ai fini del mantenimento del benessere.
Benessere significa sperimentare la piena realizzazione nella vita, uno stato nel quale ogni istante è carico di beatitudine. Lo stato salutare va inteso in senso positivo come una condizione di equilibrio dinamico e di benessere sempre crescente e non in senso negativo come semplice assenza di malattia. Qualsiasi condizione di disagio fisico va considerata come una condizione di squilibrio e di disordine nella quale i principi metabolici che governano la fisiologia non operano più in modo coordinato ed armonico.
Il massaggio secondo la tradizione ayurvedica è consigliato per ritardare l’invecchiamento dei tessuti del corpo, togliere la fatica fisica mentale emotiva, migliorare la vista, rinforzare il corpo, favorire il sistema digerente, circolatorio, linfatico, escretorio, nervoso, energetico e favorire il sonno e i sogni. Inoltre per migliorare la concentrazione, rinforzare la pelle, armonizzare i tre Dosha ovvero i caratteri energetici individuali.
Prima di una seduta è importante informare il massaggiatore delle proprie condizioni fisiche, è bene metterlo al corrente, per esempio, se si soffre di qualche disturbo cronico, se si è subito un intervento di recente, se negli ultimi tempi si è stati sottoposti ad ingessature.
http://www.ebay.it/itm/LETTINO-AL-SALE-HIMALAYNO-RISCALDATO-CROMOTERAPIA-BENESSERE-ESTETICA-MASSAGGI-/150706375187?pt=Apparecchiature_Benessere&hash=item2316ccca13
giovedì 2 febbraio 2012
la fitoceutica: evoluzione naturale della cosmeceutica
di DI UMBERTO BORELLINInel 2012 uscirà la decima edizione del best seller “Cosmetologia”.
Ecco una ghiottissima anteprima inesclusiva...
Mentre i fitocosmetici possono essere considerati prodotti contenenti estratti vegetali generici, si può affermare che la fitoceutica rappresenti l’“evoluzione ultima”, nel senso che utilizza estratti standardizzati e titolati ma soprattutto presenti anche in farmacopea. In questo modo sono adoperate molecole chimicamente ben definite, o al limite frazioni isolate omogenee. Inoltre la fitoceutica si serve anche dei fitosomi, complessi liposomiali peculiari che hanno la caratteristica di rilasciare con più facilità i principi attivi vegetali di cui sono trasportatori. Quando si parla di titolazione, si intende fare riferimento alla concentrazione di un ingrediente funzionale all’interno di una sostanza o di una formula. Mediante la titolazione è pertanto possibile valutare con esattezza se ci sia, e in quale quantità, un determinato “attivo” al fine di valutare la maggiore o minore efficacia del prodotto. L’obiettivo è quello di impiegare le quantità corrette di sostanza funzionale; per questo motivo sono da preferire le preparazioni titolate rispetto a quelle puramente erboristiche: spesso queste ultime non si rivelano molto utili semplicemente perché non sono utilizzate nelle dosi giuste.
ceramidi vegetali
Tra i derivati ceramidici di origine vegetale, si evidenzia la fitosfingosina e altri particolari sfingolipidi; estratti da piante oleifere quali il girasole, sono costituiti da una parte idrofobica (n-acilsfingosina) e da glucosio. Dalla lecitina di girasole si possono invece ottenere miscele di pre-ceramidi in grado di rifornire la cute dei suoi componenti basici per il suo corretto mantenimento, svolgendo diversi effetti: emolliente, protettivo, ristrutturante. Questi ceramidi vegetali sono dunque maggiormente performanti rispetto ai ceramidi sintetici, grazie a una maggiore biocompatibilità e facilità di penetrazione transepidermica. Inoltre, per effetto del loro elevato grado di purezza (titolo circa 70%), sono attivi anche a basse concentrazioni (circa 0,1%).
Contenuto in Acidi grassi
Acido Linoleico 60,00%
Acido Palmitico 20,00%
Acido Oleico 10,00%
Acido Stearico 6,00%
Acido Beenico 4,00%
escina
L’escina è una saponina presente nei semi dell’ippocastano (Aesculus hippocastanum) e svolge un’importante azione anti-edemigena poiché interviene sulla fragilità e la permeabilità capillare, riducendola. L’ippocastano è utilizzato in terapie mediche come flebotonico già da diverso tempo, in cosmetica è impiegato in modo efficace prevalentemente nei trattamenti drenanti e anticellulite.
Le sue funzioni sono:
• azione vaso-costrittrice: l’escina è come un potente vasocostrittore periferico, grazie all’aumento del tono venoso i vasi dilatati si restringono e il loro percorso tende a distendersi;
• azione sul microcircolo: l’escina è in grado di diminuire sia il numero sia il diametro dei “pori” delle pareti capillari arteriose, riducendo il passaggio dei liquidi dal capillare al tessuto (essudazione).
La funzione dell’escina è sinergizzata dall’azione vitaminica P dei glucosidi flavonoici, riducendo maggiormente la permeabilità e la fragilità capillare.
Il trattamento anticellulite necessita non solo di sostanze drenanti che intervengono sul ristagno dei liquidi, ma anche di un buon componente che aiuti a rinforzare i capillari sanguigni; questo per evitare che il cedimento delle pareti dei capillari peggiori e che il sangue fluisca nei vasi in modo corretto, senza rallentamenti, e di conseguenza evitare la formazione di ristagno di liquido.
Le sostanze capillaro-protettrici sono però utili anche nei prodotti destinati al viso. La pelle del viso infatti è molto più sensibile rispetto a quella del resto del corpo, poiché è più sottile e delicata ed è sottoposta maggiormente agli agenti esterni che la disidratano, la irritano e spesso provocano arrossamenti, soprattutto nella zona del naso, delle guance e degli zigomi, a causa del dilatamento e della rottura dei capillari.
esperidina
L’esperidina è un bioflavonoide che aiuta a migliorare la salute dei vasi capillari e dei tessuti connettivi; è utilizzata in farmacia per trattare lividi, vene varicose, capillari. È una sostanza importante, che lavora in modo sinergico con la vitamina C per proteggere il collagene e l’integrità dei vasi sanguigni.
L’esperidina è il flavonoide predominante in limoni e arance, per questo è classificata come il bioflavonoide degli agrumi; insieme alla rutina, un altro importante bioflavonoide, sono spesso riconosciuti con il nome di vitamina P.
In cosmetica, questa preziosa sostanza è presente nei prodotti per il trattamento perioculare e per la couperose. Il contorno occhi necessita infatti di un’attenzione particolare: oltre alle piccole rughe che iniziano a comparire dopo una certa età, è frequente la presenza di edemi e gonfiori sotto, ma spesso anche sopra, gli occhi. Ciò è dovuto a un ristagno di liquidi che deve essere drenato con sostanze che riattivano la microcircolazione e favoriscono il riassorbimento del liquido in eccesso. Grazie alla sua peculiarità di rafforzare i vasi capillari, l’esperidina aiuta a ridurre edemi e ristagni di liquidi (le noiosissime borse e occhiaie) da sotto gli occhi e a migliorare la microcircolazione soprattutto laddove sono presenti teleangectasie (guance, zigomi) che fanno apparire la pelle arrossata.
estratto di mirtillo
Il mirtillo nero (Vaccinium mirtillus) è una pianta assai usata in cosmetica, di cui sono utilizzate la foglia e le bacche ottenendo un estratto secco. È ricco di antocianine, delle quali almeno sette sono state identificate; abbondanti sono anche i tannini e i flavonoidi. È noto da tempo che l’estratto secco di mirtillo svolge un’azione protettiva sui vasi venosi, dovuta alla presenza degli antocianosidi che si sono dimostrati in grado di inibire l’attività di alcuni enzimi proteolitici capaci di distruggere il collagene e il tessuto elastico (collagenasi ed elastasi), rendendo il connettivo più stabile ed elastico.
Inoltre gli antocianosidi agiscono positivamente sulla parete dei vasi sanguigni venosi, diminuendo il livello delle glicoproteine in essi accumulate, e favorendo così la normalizzazione della resistenza e dell’elasticità della parete dei vasi.
estratti da staminali vegetali
Una della novità più interessanti è data dall’utilizzo di estratti da colture di cellule staminali di origine vegetale, in particolare quelle ottenute da una specie di mela in grado di mantenersi fresca per lunghi periodi (Uttwiler spatlauber) o da Budleja davidii (conosciuto anche come l’“albero delle farfalle”) dalle virtù foto-protettive, ma anche da varie alghe e fiori.
In botanica, le cellule staminali sono anche definite “meristematiche” e rappresentano una sorta di scorta naturale di sostanze riparatrici e antiossidanti già verificate nelle ormai classiche fitostimoline. L’estratto da staminali svolge quindi attività rigenerante e antiossidante sulla cute disidratata e fotodanneggiata, risultando un eccellente agente antiage. Questa cosmesi ricca di significati biologici e scientifici rappresenta sicuramente la base di una nuova frontiera della cosmetologia, che punta perennemente su ingredienti sicuri e validati.
La barbabietola rossa contiene una molecola particolarmente interessante: la betaina (trimetilglicina). È il più semplice anfoterico betainico, pertanto ha dimensioni molecolari molto piccole.
Interagisce bene con l’acqua, donandole proprietà chimico-fisiche speciali, nel senso che quando una molecola d’acqua viene attratta dalla betaina, è sostituita molto velocemente da un’altra molecola d’acqua. Inoltre la betanina non immobilizza le molecole d’acqua, come fanno molti polioli umettanti quali il glicerolo, con la conseguenza di poter mettere l’acqua completamente a disposizione delle cellule. In tal modo, coordinando molte molecole d’acqua contemporaneamente, la betaina risulta essere un eccezionale trasportatore d’acqua. Inoltre ha la capacità di proteggere le cellule dall’irritazione causata da agenti tensioattivi e migliora lo skin feel e l’effetto condizionante del cosmetico. I prodotti che contengono betaina fanno sentire la pelle più morbida, setosa e si applicano più velocemente senza lasciare residui appiccicosi.
Sorprendentemente una soluzione di trimetilglicina risulta meno irritante per la pelle dell’acqua pura. Per questo motivo, oltre ad aumentare la produzione di schiuma, è molto usata anche in formulazioni particolarmente delicate come shampoo o bagni schiuma per bambini.
L’uso della liquirizia (Glycyrrhiza glabra) in campo cosmetico sta aumentando rapidamente. Le creme con estratti della radice di liquirizia hanno un effetto calmante per la pelle e sono utili per gli eczemi. Le sostanze attive sono: saponine triterpeniche, flavonoidi, isoflavonoidi, derivati cumarinici, derivati idrossicumarinici e fitosteroli. L’estratto secco di liquirizia è sovente impiegato in preparazioni per il trattamento di dermatosi, ha un effetto lenitivo con buon effetto cicatrizzante, pertanto è spesso usato in prodotti per la pelle grassa, acneica e per aumentare la luminosità della cute. I derivati cumarinici svolgono un’azione protettiva dei vasi sanguigni, migliorandone l’elasticità; inoltre possiedono proprietà anti aggreganti. Queste caratteristiche rendono l’estratto di liquirizia un ingrediente utile e particolarmente adatto in tutti i trattamenti per le pelli senescenti e per evitare l’invecchiamento precoce.
Se nel caso della barbabietola e della liquirizia, la droga era la radice (e anche il rizoma nel caso della liquirizia), per quanto riguarda la camomilla (Matricaria recutita) la droga è costituita dai fiori (nello specifico dai capolini disseccati) dai quali si ricava l’olio essenziale. Le sostanze attive sono: flavonoidi (comprese apigenina e luteolina con i loro glucosidi), oli volatili composti da alfa-bisabololo e camazulene (il quale dà il colore blu all’olio), mucillagine composta da polisaccaridi e aminoacidi. È una delle piante più usate in assoluto in fitoterapia e, rimanendo in campo fitoceutico, ha un larghissimo impiego in quanto è utilizzata per le sue proprietà deodoranti, antibatteriche, batteriostatiche, purificanti, stimolanti del metabolismo cutaneo, lenitive, emollienti e decongestionanti. In base a tutte queste caratteristiche è considerata un ingrediente particolarmente importante nelle creme protettive, per pelli sensibili o affette da couperose, e specificamente nei prodotti delicati per bambini.
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mercoledì 1 febbraio 2012
CRIOLIPOLISI
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