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domenica 3 giugno 2012



 

Dottore posso pagarla in contanti ? Si ma...

 

Sul forum “Odontoiatria fiscale” nel portale dedicato agli Odontoiatri italiani “Odontoline.it”, del quale sono moderatore, è stato a più riprese discusso il tema della limitazione all’uso dei contanti, in ordine alla gestione degli incassi delle parcelle con questo mezzo di pagamento. La discussione, come si vedrà, si estende anche alla gestione degli incassi delle parcelle con assegni, vaglia postali e consegna di “libretti” al portatore.
Nelle discussioni si sono evidenziate incertezze sui comportamenti da tenere, da un lato per le frequenti variazioni della normativa in relazione all’importo massimo incassabile per contanti (corrispondente a quello oltre il quale assegni e vaglia devono obbligatoriamente recare la clausola “non trasferibile” e al saldo massimo consentito dei “libretti”), e da un altro lato per le difficoltà interpretative della normativa relativamente all’incasso di più acconti riferibili al medesimo piano di cure. Inoltre, è emersa la la questione dei profili sanzionatori in caso di inosservanza della prescrizione di Legge. Ho quindi creato questo documento per cercare di offrire indicazioni sulla materia. L’ho scritto in forma di domande e risposte, come già ho provveduto a fare per l’argomento della marca da bollo sulle ricevute.





Si scrive Kin Jang ma si legge sciogliere, ammorbidire, distendere. Il metodo di rilassamento coreano, uno dei più antichi al mondo, fa questo: scioglie le articolazioni, ammorbidisce i muscoli, distende corpo e mente. Nato in Oriente tra i monaci buddisti, è stato tramandato nelle famiglie dei pescatori che avevano bisogno di rigenerare il corpo dopo una giornata di mare. King Jang è costituito da una sequenza di 97 movimenti (katà): leggeri scuotimenti, oscillazioni, delicati stiramenti che dalle gambe risalgono lungo il corpo e si concentrano, infine sul viso, accarezzato da delicate manipolazioni.
Come agisce
Il massaggio Kin Jang agisce sull’efficienza dell’organismo attraverso il sistema miofasciale, il tessuto che costituisce i muscoli e, sotto forma di connettivo, avvolge gli organi, percorrendo il nostro corpo. E’ qui dicono gli esperti, che si concentrano eventuali squilibri -ed è qui che l’organismo conserva la memoria dei traumi e degli stress. Movimenti ripetitivi, posizioni scorrette, errori di postura possono riflettersi sulla muscolatura. Il corpo reagisce a questa situazione con un meccanismo di compensazione che può far sorgere nuovi disturbi: altre piccole contratture e infiammazioni.

Non è solo un problema osteomuscolare: i blocchi si riflettosno sulla circolazione sanguigna e linfatica, riducendo l’ossigenazione degli organi e dei tessuti. Il massaggio Kin Jang, agendo sulle strutture miofasciali, scioglie i nodi energetici e rende più vitale tutto l’organismo.
Come si svolge
Il trattamento King Jang si svolge a terra, su un materasso futon; si è supini con abiti comodi. Non servono creme e oli: a stimolare il nostro corpo sono leggeri scuotimenti, lievi pressioni e delicati stiramenti. Si parte dai piedi (prima uno poi l’altro): l’operatore afferra le punte, poi le caviglie e cerca di produrre delle onde, più o meno frequenti, che si propagano lungo la gamba e il corpo, fino ad arrivare al collo. Attraverso lo stiramento delle fascie muscolari movimenti impressi alle caviglie smuovono delicatamente la colonna, cullando glo organi, sciolgono dolcemente le tensioni e le contratture di bacino, torace e zona cervicale.




MASSAGGI ORIENTALI : KING JANG 

Il kin Jang, trattamento proposto nei centri di medicina olistica e naturopatia, ha un effetto detox e relax, ed è adatto ad ogni tipo di età. Ottimo per la prevenzione o per limitare i danni di problematiche conclamate. E’ consigliato in caso di contratture muscolari e problemi articolari: lo si usa per migliorare le prestazioni agonistiche o per accelerare il recupero dopo un trauma sportivo (ma non va praticato in caso di fratture) oppure se si soffre di artrosi o dolori dovti a posture scorette o sedentarietà. Le articolazioni diventano più mobili e i muscoli meno tesi (ovviamente tale effetto viene amplificato se i trattamenti vengono ripetuti nel tempo) e il fisico è più efficiente e meno soggetto a nuove contratture.
I movimenti inoltre appaiono subito più fluidi e il corpo risulterà più sciolto e dinamico. Il trattamento è un deprogrammatore posturale: le onde impresse sul corpo non si limitano a decontrarre le fasce, qualche seduta ravvicinata è utile per cancellare, i vizi di postura, le tensioni muscolari che sorgono quando si assumono posizioni errate.
E’ come se si resettasse il vecchio sistema di un computer. Il lavoro sul sistema muofasciale stimola l’attività degli organi interni, dall’intestino ai reni. Sciogliendo le tensioni ed eliminando i blocchi, facilita la circolazione sanguigna e infatica; di conseguenza ha un effetto detossinante sull’organismo e potenzia il sistema immunitario. Il trattamento agisce anche sull’energia, che viene distribuita a tutto il corpo, rtegalando una sensazione di talità e benessere.
Libera i blocchi
Un pò rilassante, un pò rivitalizzante: il trattamento Kin Jang aiuta a combattere l’ansia. Non solo: l’azione sul sistema miofasciale si riflette anche a livello più profondo sulla psiche. Nelle fasce muscolari e connettivali è conservata, infatti la memoria di piccoli e grandi traumi. Sciogliendo le rigidità, piano piano, senza forzature, si possono superare anche i blocchi psicologici. Il Kin Jang inoltre riequilibra l’intestino, perchè ne stimola delicatamente le funzioni, e riduce i disturbi digestivi di origine psicosomatica. Perfetto per chi è stressato: la mente entra in uno stato di rilassamento profondo; in questa situazione l’organismo produce endorfine, dall’azione analgesica e ansiolitica. Come molti massaggi va evitato in caso di infezioni, problemi cardiovascolari gravi, in presenza di protesi e in gravidanza.




 

TASSAZIONE IMPRESE



Incisivo, a tratti duro, certamente oggettivo, il primo intervento pubblico di Giorgio Squinzi, neopresidente di Confindustria.
Fra le affermazioni di Squinzi ce n'è una che riassume il senso del suo pensiero:
"Ho una convinzione forte, anzi fortissima, quella che mi ha portato all’impegno che sto assumendo: la bassa crescita dell’Italia è determinata soprattutto dalla difficoltà di fare impresa nel nostro Paese.".
I temi trattati sono stati numerosi ed hanno evidenziato la situazione drammatica in cui verso l'Italia. Non per carenza di risorse o di competenze ma, prima di tutto, per un caos normativo e gestionale che spaventa ogni imprenditore, italiano e straniero.
"Al vertice della filiera c’è un tessuto normativo saturo, caratterizzato da regole irrazionali e contraddittorie.
Su questo aspetto, la Riforma del Titolo V della Costituzione ha avuto effetti deleteri.
Com’è possibile che il rilascio di un’autorizzazione sia regolato da una legge statale, da almeno ventuno leggi regionali e da circa ottomila regolamenti comunali troppo spesso diversi uno dall’altro?
Gli investitori esteri non riescono a capire tutto questo e preferiscono dirottare le loro iniziative verso altri paesi.
A parlare sono i numeri: nel Rapporto Doing Business della Banca Mondiale l’Italia è all’87esimo posto, superata da tutte le principali economie europee.".
In questo scenario, la pressione fiscale assume livelli insostenibili per qualunque realtà produttiva. Infatti, secondo Squinzi:
"Occorre dare concreta prospettiva di riduzione della pressione fiscale sulle imprese e sul lavoro.
Nel 2011 il total tax rate, inclusivo di tutte le tasse e i prelievi, compresi gli oneri sociali, gravanti su una piccola impresa-tipo, era pari, in Italia, al 68,5%, contro il 52,8% in Svezia, il 46,7% in Germania, il 37,3% nel Regno Unito.
Una zavorra intollerabile che si aggiunge ad altre zavorre che penalizzano le imprese italiane: una burocrazia che per i soli adempimenti ci costa 45 miliardi in più rispetto ai migliori esempi nel resto d’Europa; un'energia elettrica che ci costa, in media, il 30% in più che negli altri paesi europei.".
Non sono mancati i riferimenti al'innovazione come strada obbligata per coltivare la speranza di uscire da un circolo vizioso che sta portando il Belpaese verso un baratro profondo:
"Per tornare a crescere, per essere protagonisti sui mercati internazionali, per creare occupazione e assicurare qualità della vita è fondamentale porre Ricerca e Innovazione al centro dell'attività di tutte le imprese, del Governo, del Paese.
Non possiamo continuare a vedere la Ricerca e l'Innovazione come qualcosa di settoriale, episodico, residuale. L'Italia è in ritardo per gli investimenti sia pubblici, sia privati.
E' necessario crescere nei settori ad alta tecnologia e diffondere la ricerca nelle imprese di ogni dimensione e di tutti i settori, compresi quelli tradizionali.".
Un discorso lungo, lucido e ispirato quello di Squinzi, che deve tradursi in azioni concrete. Le quattro direttrici evidenziate al termine dell'intervento sono state:
- riforma della Pubblica amministrazione e semplificazione normativa con risultati a breve e concreti;
- pagamenti della Pubblica amministrazione;
- tagli alla spesa pubblica per rendere possibile una riduzione della pressione fiscale e un rilancio sostenuto dei consumi interni;
- credito alle imprese.
C'è da augurarsi che la nostra classe dirigente ascolti le parole di chi rappresenta il tessuto produttivo italiano. In ogni caso, il cambiamento non guarda in faccia nessuno, semplicemente "accade" e travolge tutto ciò che non ha saputo adeguarsi, nel bene e nel male.


venerdì 1 giugno 2012


 
Ricorso al TAR del Decreto Centri Estetici

Ultimamente ho letto qua e là e sentito parlare del presunto annullamento dell'ormai famosissimo decreto ministeriale 110/2011 che di fatto ha regolamentato l'uso delle apparecchiature estetiche, ma non solo, e che ha messo in ginocchio e posto in gran caos tutti gli operatori del settore, compresi i produttori delle apparecchiature stesse.

Titoli sensazionalistici come: "ANNULLAMENTO DEL DECRETO 110/2011" hanno portato sollievo a qualcuno, ma purtroppo non è esattamente così. Mi preme, con questo mio articolo, fare un po' di chiarezza per aiutare chi non ha avuto l'opportunità di leggere bene e capire cosa sta accadendo e perché.

Il decreto interministeriale n. 110/2011 emesso dal ministero della salute e dello sviluppo economico a causa del quale è stata aggiornata la lista dei macchinari utilizzabili dalle estetiste (ad esempio è stato vietato l'utilizzo degli ultrasuoni a bassa frequenza - cavitazione - o il fotoringiovanimento con luce pulsata) è stato oggetto di vari ricorsi al TAR e da varie parti. Lo scorso 3 Novembre 2011 c'è stata la prima sentenza al ricorso presentato da Confestetica (confederazione nazionale estetisti).

Cercherò di spiegare con estrema chiarezza i vari passaggi:

MOTIVAZIONI DEL RICORSO
Senza entrare troppo nel dettaglio di cavilli e controcavilli il discorso è questo: grazie a degli atti della Costituzione Italiana è stata già da tempo ripartita la competenza, soprattutto in termini di tutela della salute e delle professioni, tra Regione e Stato: lo stato può solamente fissare dei principi basilari e generici, ma spetta esclusivamente alle Regioni dettare ed emanare regolamenti. Invece, con l'attuazione del decreto 110/2011 da parte del Ministero della Salute e dello Sviluppo economico, le regole sono state fissate dallo Stato e non dalle Regioni, come dovrebbe essere per quanto scritto sopra, ed è dunque da qui, da questa incongruenza, che ha preso le mosse il ricorso al TAR.

COSA E' STATO DECISO
Non è nè stato accolto il ricorso, nè tantomeno annullato o sospeso il decreto. Quello che è stato fatto, è stato di fissare un'udienza pubblica il 14 giugno 2012 per decidere l'intera causa di ricorso. Un passo sicuramente importante, un piccolo spiraglio di luce, ma che non cambia assolutamente nulla per ora.

COSA FARE NEL FRATTEMPO
Quello che avete già deciso di fare da Agosto.
Chi ha deciso di stare nella "legalità" non usa più i macchinari fuori norma già da agosto e così di certo non rischia nulla; chi ha deciso di non stare nella "legalità" ha continuato ad usare le macchine fuori norma a suo rischio e pericolo e continuerà a farlo a suo rischio e pericolo perché non è cambiato nulla dal 3 Novembre.

COSA PUO' ACCADERE A BREVE
Può accadere che, visto l'intento del TAR di discutere a giugno di questo ricorso, le autorità preposte al controllo delle apparecchiature in uso dalle estetiste ne dovranno tenere conto e dunque sospendere tutte le attività di controllo. Ma per ora tutto ciò è solo una previsione e dovrà essere presa come tale.

Link Correlati:
Decreto Fazio 110/2011 Apparecchiature Estetiche




Terme di Pejo, prossima apertura il 25 giugno


 

Terme di Pejo, prossima apertura il 25 giugno

Dopo un anno di lavori le Terme di Pejo riaprono i battenti


Dopo un anno di intenso lavoro le Terme di Pejo sono pronte per riaprire al pubblico: la data fissata è quella del 25 giugno. Frutto di un importante investimento, le nuove terme inaugurano un concetto di benessere che va ben oltre l’idea della salute fisica e del benefico ausilio medico-sanitario che le sue tre acque terapeutiche hanno da sempre garantito.
Il rinnovamento ha coinvolto l’intera struttura delle Terme, che si presentano ora ridisegnate nell’architettura e negli arredi con materiali eco-compatibili e localmente sostenibili, quali legno e pietra, a testimoniare visivamente un legame col territorio iniziato oltre duecento anni fa. Prima in Trentino ad allinearsi agli standard europei del “Benessere Termale”, la struttura di Pejo è stata pensata per raccogliere la sfida di soddisfare i diversi bisogni della variegata utenza alla quale si rivolge, mantenendo sempre gli standard eccellenti di preparazione scientifica, di qualità della terapia e di accoglienza personalizzata.
Per il lancio delle nuove Terme è prevista, in contemporanea con l’inaugurazione ufficiale, un’intera settimana di eventi dedicati, con manifestazioni, animazione e spettacoli, che culmineranno in un convegno scientifico dedicato al benessere termale e intitolato “Salute e Benessere, la nuova sfida del termalismo”, previsto per la giornata del 14 luglio. 
Il nuovo centro termale ospiterà sia le nuove aree attrezzate con piscine curative e riabilitative, sia le zone riservate alla fisioterapia, ai massaggi, al fitness e ai trattamenti di bellezza.
I tradizionali bagni carbo - gassosi saranno effettuati in un reparto totalmente rivisitato negli allestimenti e nelle tecnologie, dove saranno disponibili anche i trattamenti con fanghi maturati con l’acqua termale di Pejo. Gli ambienti riservati al wellness termale, costruiti con materiali caldi e ricercati, occuperanno un intero piano e avranno lo scopo di completare ogni specifica cura con un piacevole coinvolgimento  emotivo, sensoriale e spirituale, secondo i dettami del benessere termale olistico. Tutti i settori saranno comunicanti tra di loro attraverso collegamenti interni, in modo da consentire a ciascuno di costruirsi un percorso di cura e di relax rispondente alle proprie esigenze.
Il tutto per valorizzare al meglio le tre sorgenti minerali che emergono dalle profondità delle rocce, diverse nella loro composizione e proprietà, ovvero:
1) Fonte Alpina: oligominerale leggerissima, bevuta con regolarità, facilita lo scioglimento delle scorie, in particolare gli acidi urici, e determina un effetto “lavaggio” sulle vie urinarie, con eliminazione di calcoli e renella.
2) Antica Fonte: medio-minerale carbonica ferruginosa, per bibita favorisce il tamponamento degli acidi gastrici e la regolazione del movimento intestinale mentre durante l’immersione svolge un’intensa azione antinfiammatoria sulle articolazioni e sulla pelle.
3) Nuova Fonte: minerale bicarbonato calcio magnesiaca, ferruginosa ed effervescente naturale stimola il circolo venoso, linfatico ed il microcircolo ed è efficace sulle vie respiratorie per l’azione anticatarrale e decongestionante.

Per informazioni: Terme di Pejo, telefono 0463753226, info@termepejo.it