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mercoledì 29 agosto 2012


VAPORIZZATORE PER ESTETICA :

Guida: Pulizia del viso come dall'estetista

 


La pulizia del viso,fatta adeguatamente dall'estetista,garantisce una pelle fresca e del tutto priva di impurita',base a dir poco fondamentale nella cura e nel mantenimento di essa,nelle migliori condizioni possibili. Si sa che vi sono agenti che possono causare alla nostra pelle,specie quella del viso,stress nel vero senso letterale del termine,quali il fumo,gli agenti atmosferici quali vento,esposizione solare eccessiva,e via discorrendo,che causano "photoaging",ovvero l'invecchiamento precoce della pelle,con conseguente visibilita' dei primi segni del tempo.Ecco perche' e' buona norma la prevenzione e il primo passo per prevenire e' ovviamente prendersi cura anche del nostro viso,che e' il biglietto da visita per eccellenza del nostro aspetto.
Una pulizia del viso professionale (ovviamente per chi non ha particolari problemi quali ad esempio l'acne),andrebbe effettuata di norma,una volta al mese,proprio per assecondare il naturale ricambio cellulare che si evolve nell'arco di 30 giorni circa.
Ovviamente non e' sempre possibile ricorrere ad un'estetista professionale,ma e' possibile,riproporre anche in casa,una pulizia,sebbene non completissima,quantomeno discreta per curare la nostra pelle in modo adeguato:
La pulizia del viso estetica,in molti casi,include trattamenti specifici,in base al tipo di pelle,quali ad esempio l'acido glicolico,azelaico,e via discorrendo,ma questo lo accennero' piu' avanti. Essa si compone dei seguenti passaggi:
-Predetersione -Detersione -Vaporizzazione -Spremitura -Ozono -Tonificazione -Massaggio con crema -Maschera -Crema finale
Molti dei passaggi elencati,sono impossibili da eseguire a casa,quali il massaggio,e l'ozono successivo alla vaporizzazione,ma poco male,la soluzione c'e'!Ma andiamo per ordine e vediamoli uno ad uno:
Predetersione
Si tratta di un passaggio fondamentale in quanto e' una vera e propria "preparazione" a quelli che saranno i trattamenti successivi:si esegue semplicemente applicando con  i polpastrelli un buon latte detergente (meglio se specifico per il vostro tipo di pelle),con movimenti circolari,ma senza farlo assorbire,comprendendo anche viso e decollete.Una volta applicato,provvederemo a rimuoverlo con una spugnetta umida.Non serve che vi laviate il viso in quanto sarebbe inutile visto il successivo passaggio.
Detersione
La detersione viene effettuata attraverso l'uso di uno scrub o di un gommage.Sostanzialmente la differenza tra i due e' che nello scrub,troveremo granuli leggermente piu' grossi e con un potere esfoliante maggiore,mentre nel caso del gommage,piu' indicato per pelli particolarmente delicate,avremo granuli gommosi e molto meno abrasivi. Lo scrub va applicato (se il caso diluito con un po' di latte detergente),sempre con i polpastrelli e con movimenti circolari,insistendo nelle zone del viso maggiormente grasse,o al contrario secche in modo che eventuali cellule morte,o eccessi di sebo,vengano rimossi. Anche in questo caso,si comprende anche la zona di collo e decollete,e si rimuove il tutto con una spugnetta umida.
Vaporizzazione
Non tutte,anzi forse quasi nessuna di voi,avra' come me la fortuna di avere in casa un vero e proprio vaporizzatore estetico.Beh,il problema e' facilmente ovviabile,sostituendo il macchinario,con una bacinella di acqua bollente alla quale potrete aggiungere una goccia di olio essenziale di camomilla,lavanda o calendula,sostanze lenitive che non fanno mai male,anzi! La vaporizzazione e' utile per aprire i pori e facilitare in questo modo la successiva fuoriuscita di sebo quando andremo ad effettuare la spremitura. Occorre mantenersi a circa 20 cm dalla fonte di calore,un po' come quando facciamo i fumenti e attendere in questo modo circa 15 minuti.Qualche minuto in meno se avete couperose o soffrite di rossori o capillari fragili.
Spremitura
E' uno degli step al quale dobbiamo prestare maggiormente attenzione.La spremitura consiste semplicemente nello schiacciare punti neri e bianchi in modo che il sebo fuoriesca. Lo faremo utilizzando una velina pulita,che durante questa operazione verra' cambiata con frequenza proprio per evitare che l'infiammazione,principalmente dovuta all'acne ad esempio,si vada diffondendo per tutto il viso. Occorre procedere con delicatezza,e pulire bene la nostra pelle,avendo l'accortezza di disinfettarla una volta terminata questa operazione. Evitiamo di forare con aghi o oggetti simili eventuali comedoni o grani di miglio.Potreste peggioare la situazione incorrendo in eventuali noiose infezioni.
Ozono
L'ozono solitamente e' incluso nel vaporizzatore e serve,oltre che a facilitare la chiusura dei pori,a disinfettare la pelle.Noi purtroppo a casa questo step non possiamo sostituirlo in alcun modo,se non,come detto pocanzi,disinfettando con del comune disinfettante,le zone trattate.
Tonificazione
Si esegue appoggiando sul viso delle veline,e imbevendole successivamente con un tonico possibilmente privo di alcool per evitare di infiammare ulteriormente la pelle,gia' "stressata" dalla spremitura. L'ideale e' l'utilizzo di un prodotto lenitivo che contenga calendula o malva.Nel caso di pelle grassa,contenente rosmarino o agrumi.In questa procedura potete aiutarvi con un pennello a ventaglio. Una volta inumidite le veline poste sul viso,attenderemo qualche minuto fino al momento in cui non vediamo che stanno progressivamente asciugando.Questo significa che la pelle ha assorbito il prodotto a dovere.
Massaggio
Operazione che purtroppo non possiamo effettuare come dall'estetistama che possiamo sostituire con l'applicazione di una crema idratante leggera,con movimenti circolari dal basso verso l'alto partendo dal decollete,per poi passare a collo e viso.
Maschera
In questo caso non abbiamo che l'imbarazzo della scelta,in quanto in commercio,troviamo maschere di qualsiasi tipologia,dal gel alle creme,e per tutti i tipi di pelle.Noi sceglieremo quella piu' adeguata alla nostra pelle,e ci limiteremo alla normale applicazione seguendo il normale protocollo previsot dal prodotto.Si rimuove poi con la solita spugnetta inumidita.
Crema finale
Anche con la crema finale possiamo spaziare a seconda delle nostre esigenze,scegliendo quella piu' indicata per il nostro tipo di pelle.E' importante che sia una crema leggera e non grassa,che non vada ad occludere i pori insomma.
IMPORTANTE
La pulizia del viso puo' essere implementata con ulteriori trattamenti quali Acido Glicolico,Azelaico,Mandelico,o attraverso l'utilizzo di "Fiale Urto",ovvero fiale pagliative che grazie a particolari sostanze come a esempio l'albumina,offrono un immediato effetto Lifting. Gli acidi pocanzi citati invece,fanno parte dei Peeling Chimici,utilizzati per favorire,attraverso un'esfoliazione piu' profonda,il ricambio cellulare e l'attenuazione di macchie,piccole rughe i esiti cicatriziali.Ovviamente tali trattamenti vanno effettuati presso centri estetici o a seconda delle problematiche,dal dermatologo.Non improvvisatevi "estetiste" in quanto essendo acidi,possono essere pericolosi.Questo lo raccomando sempre. 




Pulizia del viso - esempio di protocollo


Di base serve: una sauna facciale o una semplice bacinella con acqua bollente (va bene anche il lavandino), un siero o maschera lenitiva e un olio per il massaggio (attenzione alla tipologia di pelle).
Il resto dei prodotti va scelto a seconda del tipo di pelle.

- Detersione accurata della pelle utilizzando un detergente adatto alla tipologia cutanea;

- Tonificazione utilizzando una lozione tonica analcolica adatta alla tipologia cutanea;

- Applicazione di un peeling (contenente enzimi, AHA o BHA etc...) o di un gommage per favorire il distacco delle lamelle cornee superficiali che mescolandosi al sebo e alle impurità formano un tappo che blocca l'ostio follicolare causando la formazione del comedone;

- Applicazione del vapore caldo ozonizzato per ottimizzare la preparazione della pelle e facilitare l'estrazione manuale delle impurità e dei comedoni;

- Eliminazione manuale accurata e delicata dei comedoni;

- Applicazione di un siero concentrato adatto al tipo di pelle ad effetto: calmante/disarrossante, sebo-equilibrante, idratante/nutriente, tonificante/restitutivo;

- Applicazione di una dose di crema adatta al tipo di pelle per eseguire un accurato massaggio manuale, idratare, nutrire;

- Esecuzione del drenaggio linfatico del viso e del collo utilizzando una speciale apparecchiatura studiata per l'esecuzione di questa tecnica;

- Applicazione della maschera personalizzata adatta al tipo di pelle (maschere di argille ad effetto calmante ed assorbente, maschere/gel arricchite con fitoestratti e complessi vegetali, maschere/crema con effetto idratante ed emolliente etc.);

- Eliminazione dei residui di maschera e tonificazione;

- Conclusione del trattamento con l'applicazione di un cosmetico idratante/protettivo secondo la tipologia cutanea

martedì 28 agosto 2012

 

ABBRONZATURA

Oncologo difende le lampade, sono come il sole e non fanno male



Un tete-a-tete con la lampada abbronzante? E' come prendere il sole in spiaggia: i raggi Uv «sono gli stessi e non fanno male di per sé».
Natale Cascinelli, medico chirurgo specializzato nello studio dei melanomi, non ha dubbi: «Quello che conta sono i tempi di esposizione, ma la qualità dei raggi Uv artificiali e naturali non cambia». Tanto che un gruppo di scienziati norvegesi promuove i lettini solari per fare il pieno di vitamina D.
L'oncologo si scaglia anche contro la decisione dell'International Agency for Research on Cancer (IARC) di inserire i raggi Uv nella lista nera dei fattori di rischio di primo livello (certi) per i tumori. «Accostare il sole all'amianto o al fumo non è, a mio avviso, corretto». Se l'eternit e le sigarette, prosegue, «sono pericolose per tutti e indipendentemente dalle quantità con cui si entra in contatto, il legame non è altrettanto certo per i raggi Uv, che sono potenzialmente pericolosi solo per chi ha la pelle chiara che si scotta sempre e non si abbronza mai».
Lo specialista nelle sua arringa a difesa dei lettini solari («queste polemiche non hanno fondamento scientifico»), lancia però un avvertimento: «Bisogna muoversi secondo il principio della giusta quantità. Ed è per questo che i tempi di esposizione devono essere differenziati sulla base del fototipo (colore di capelli e cute). E' inoltre necessaria una ponderata programmazione dei tempi, con il consiglio di un dermatologo esperto».
I lettini solari hanno delle regole, infatti vengono sempre corredati di una sorta di libretto di istruzioni in cui sono riportati i tempi di esposizione ideali per ciascun fototipo. Istruzioni che spesso restano lettera morta, avverte Cascinelli. «Spesso si trattano le persone in serie, quando invece è fondamentale distinguere. I fototipi 1 e 2 non dovrebbero proprio esporsi o comunque limitarsi a tempi brevissimi, su consiglio del medico, mentre i fototipi 3 e 4 possono esporsi dai 6-8 minuti ai 10-11, in base al tipo di solarium».
Lampade personalizzate e a intensità graduale, dunque, sulla base delle caratteristiche individuali e sulle reazioni della pelle a esposizioni precedenti. Nel bon-ton del lettino solare entra anche un'altra raccomandazione: «Proteggere gli occhi con occhiali ad hoc - suggerisce Cascinelli - E non esporre i bambini e, in generale, i minorenni».
A sostegno delle tesi dell'esperto, la stessa epidemiologia del melanoma. Un esempio classico è il «paradigma degli scozzesi»: «In Scozia - spiega - ci sono 13-15 casi di melanoma ogni 100 mila abitanti. Ma fra gli scozzesi emigrati nel Queensland (the Sunshine state) in Australia l'incidenza sale a 63 casi ogni 100 mila abitanti. Questi dati, aggiunti a molte altre evidenze epidemiologiche, suggeriscono che i fattori endogeni come il colore della pelle pesino di più rispetto all'esposizione ai raggi Uv».
L'oncologo mette infine in guardia su un altro falso mito: occhio all'inganno delle creme ad alta protezione. «Questi prodotti eliminano un importante campanello d'allarme. Scottandosi, la pelle lancia il messaggio che è ora di interrompere l'esposizione al sole. Molti Uv-addicted usano le creme ad alta protezione proprio per esporsi più a lungo, ma non sanno che non proteggono dai danni potenziali a lungo termine», sottolinea l'esperto.

lunedì 27 agosto 2012


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Lettini da massaggio: guida all'acquisto

La scelta di un lettino da massaggio deve essere fatta soprattutto in base all’utilizzo e al tipo di trattamenti per il quale verrà usato. Chi lavora come estetista prediligerà un lettino da massaggi con una struttura in legno e riposizionabile; mentre chi vorrà allestire un centro spa sarà più propenso ad acquistare un lettino da massaggio di lusso quasi sicuramente statico. Esistono perciò, vari tipi di lettini da massaggi per ogni esigenza.

http://www.sunesteticstore.it/attrezzatura-estetica/lettino-masaggio-in-legno-estetista-fisioterapia-benessere-massaggi-spa.html
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I parametri per la scelta dei lettini da massaggio

Esistono vari parametri da prendere in considerazione per la scelta di un lettino da massaggi che possono così essere riassunti:
la larghezza; che deve essere un compromesso tra l'utilizzatore e il massaggiatore, in quanto un lettino stretto (62 cm) favorisce chi massaggia, in quanto sforza di meno con la schiena; ma può essere di minor conforto al cliente, specie se di robusta corporatura.
Un lettino medio (70 cm) è quello maggiormente consigliato perché associa il conforto della persona che deve subire il trattamento con uno sforzo non eccessivo da parte di chi esegue il massaggio.
il peso; ovviamente, più il lettino è leggero, più il trasporto è agevole; ma i lettini con strutture in legno tradizionale, anche se di 2 o 3 kg più pesanti rispetto a quelli in struttura di alluminio, sono sempre preferibili.
lo schienale e le gambe rialzabili; la scelta deve essere valutata rispetto al tipo di massaggio da praticare, per esempio, utili per i massaggi di tipo estetico.
l'altezza; importante per il massaggiatore che non sforza la schiena.
la cavità facciale; la maggior parte dei lettini da massaggio possiede un incavo per appoggiare il viso.

Consigli sull'acquisto

Innanzitutto se si pensa di usare alcuni accessori, come i braccioli o il poggia-testa, è consigliabile e vantaggioso comprarli insieme al lettino, in quanto può essere applicato uno sconto sul totale da pagare.
I lettini in legno sono più belli, meno cari e si adattano a ogni tipo di massaggio.
Se non si deve trasportarlo è meglio scegliere un lettino fisso rispetto a uno pieghevole, perché risulta più stabile.



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  • Mail : info@sunesteticstore.it







LAMPADE ABBRONZANTI FOCUS NORMATIVA 

Modalità di misurazione in riferimento alla normativa lampade UV

 
 


In seguito a numerose segnalazioni di misurazioni effettuate con strumenti non idonei o in condizioni non standard, diffondiamo parte del testo della normativa di riferimento (60335-2-27 A1, pag 13) in cui si descrivono le modalità corrette con cui effettuare le misurazioni.

Tutte le misurazioni che non si attengono alle modalità qui descritte (recepite ufficialmente dal decreto legge n. 110 del 12 Maggio 2011) sono pertanto da considerarsi non valide e non indicative ai fini della certificazione.

Ricordiamo inoltre che qualsiasi intervento tecnico per l’adeguamento deve essere effettuato in via esclusiva dalla casa costruttrice o da suo tecnico certificato.




Estratto Normativa 60335-2-27 A1 da pag. 13
 ———————————————————————————————————————————————-
Gli apparecchi non devono presentare un pericolo tossico o analogo. Gli apparecchi che
hanno degli emettitori UV non devono emettere radiazioni che abbiano un’irradiazione
efficace totale superiore a 0,3 W/m2, ponderata conformemente allo spettro ad azione
eritematogena della Fig. 101.

Gli apparecchi devono essere conformi ai valori specificati nella Tab. BB.1.


La conformità si verifica mediante la prova seguente.
L’apparecchio è dotato di emettitori UV che sono stati invecchiati per mezzo
dell’alimentazione alla tensione nominale per un periodo di:
– 5 h ± 15 min per le lampade a fluorescenza;
– 1 h ± 15 min per le lampade a scarica ad alta intensità.


NOTA 1 La lampada a scarica ad alta intensità è una lampada a scarica elettrica nella quale l’arco di produzione
delle radiazioni è stabilizzato dalla temperatura della parete e l’arco ha una carica della parete del bulbo superiore
a 3 W/cm².

Si alimenta l’apparecchio alla tensione nominale e lo si fa funzionare per circa metà del
tempo massimo di esposizione consentito dal temporizzatore. Si misura poi l’irradiazione alla
distanza di esposizione minima raccomandata, posizionando lo strumento di misurazione in
modo da registrare la radiazione più elevata. Tuttavia, l’irradiazione delle pistole facciali si
misura a una distanza di 100 mm ± 2 mm e si calcola per la distanza di esposizione
raccomandata.
La distanza di esposizione degli emettitori UV che sono posizionati sopra una persona è la
distanza tra l’emettitore e la superficie di supporto, ridotta di 0,3 m.





NOTA 2 Lo strumento di misurazione utilizzato rileva l’irradiazione media su un’area circolare avente un diametro
non superiore a 20 mm. La risposta dello strumento è proporzionale al coseno dell’angolo tra la radiazione
incidente e la normale rispetto alla superficie circolare. La distribuzione spettrale si misura a intervalli di 1 nm per
mezzo di uno spettrofotometro avente una larghezza di banda non superiore a 2,5 nm.
NOTA 3 Per gli apparecchi con superfici irradianti superiori e inferiori si misura ogni parte separatamente mentre
l’altra parte è coperta o rimossa. Se la distanza tra le due superfici irradianti è inferiore a 0,3 m, si effettua la
misurazione sulla superficie del pannello superiore.



Gli apparecchi devono avere un’irradiazione totale non superiore a 0,003 W/m2 per la lunghezza
di onda compresa tra 200 nm e 280 nm e misurata da uno spettrofotometro tra 250 nm e 280 nm.
NOTA 4 L’irradiazione efficace totale è data da:

normativa solarium formula


in cui:
E è l’irradiazione efficace totale;
Sgamma è l’efficacia relativa spettrale (fattore di ponderazione) secondo la Fig. 101;
Egamma è l’irradiazione spettrale in W/m2nm;
DeltaGamma è la larghezza di banda in nm.
————————————————————————————————————————————————–
FINE ESTRATTO

Commenti:
La normativa è molto scrupolosa circa le modalità di misurazione, fattore fondamentale per garantire la legalità e la precisione della stessa. La misurazione di uno spettro di luce infatti comporta variabili notevoli che possono influire sui risultati in maniera marcata.
In particolare nella normativa si evince che:
-          L’apparecchio va alimentato alla tensione nominale.
Questo fattore, spesso sottovalutato, può cambiare molto l’emissione di una lampada. Con un sovravoltaggio o un sottovoltaggio le lampade possono avere rendimenti che variano anche nell’ordine del 30% nell’emissione UV.
SUGGERIMENTO: Prima di fare la misurazione dell’emissione fare una misurazione con un voltmetro della tensione di linea per essere sicuri che sia allineata con le disposizioni vigenti.
I risultati ottenuti in fase di test vengono fatti con tensione stabilizzata.

-          L’invecchiamento delle lampade deve essere standard
L’invecchiamento (ovvero le ore che le lampadine sono già state accese) della lampada (intesa come bulbo o tubo) influisce molto sulla sua emissione. La normativa è molto puntuale e specifica come l’invecchiamento debba essere di:

  • 5 ore per le lampade a fluorescenza (lampade a bassa pressione) con uno scarto massimo di 15 minuti (in più o in meno)
  • 1 ora per le lampade a scarica ad alta intensità (lampade ad alta pressione) con uno scarto massimo di 15 minuti (in più o in meno)
SUGGERIMENTO: Prima di fare la misurazione fare un controllo delle ore delle lampade         montate sul dispositivo e controllare se rispettano i valore prescritti. In caso contrario fare un cambio lampade, invecchiarle per la durata indicata e ripetere la misurazione.

-          La distanza deve essere calibrata
La normativa descrive accuratamente la posizione della sonda che fa la misurazione. La precisione indicata è chiaramente incompatibile con misurazioni fatte tenendo la sonda con la mano.
La sonda andrà quindi posizionata con un supporto statico alla distanza prescritta pari alla minima raccomandata (ovvero la distanza prescritta sul libretto di uso e manutenzione della macchina). Oppure alla distanza di 10 cm, con uno scarto di 2 millimetri, sui dispositivi per abbronzatura facciale (chiamate “pistole facciali”). La distanza è ovviamente un fattore determinante nella misurazione e può cambiare il valore fino al 300%.
SUGGERIMENTO: La misurazione va effettuata usando uno stativo con piede e le distanze vanno prese con un metro in modo da garantire la distanza corretta.

-          Lo strumento deve essere adeguato
Chiaramente tutte le misurazioni devono essere effettuate con uno strumento che sia affidabile e preciso. Per questo fine la normativa 60335-2-27 A1 specifica l’uso di uno spettrofotometro che possa misurare con intervalli di banda non superiori a 2,5 nm. La misurazione suggerita deve essere effettuata con intervalli di banda di 1 nm. Questo esclude luxometri o altri dispositivi portatili che danno risultati totali dell’emissione. Gli spettroradiometri sono consentiti in quanto fanno parte della famiglia degli spettrofotometri.
SUGGERIMENTO: La misurazione non può essere ritenuta valida se effettuata con strumenti che danno solo un valore totale senza specificare l’energia su ogni nanometro. Solitamente sono dispositivi portatili chiamati UVametro o luxometro (non validi).


Infine alcuni accorgimenti aggiuntivi sono:
- La misurazione deve essere effettuata a metà del tempo massimo impostabile
- La misurazione dovrà essere ponderata secondo la curva ad azione erimatogena e la non-melanoma.
- Il macchinario deve essere pulito in tutte le sue parti (filtri e ventilatori). Temperature d’esercizio della lampada superiori a quelle previste possono modificare l’emissione, così come polvere intrappolata nei filtri.